Utenti di Switch Luce e Gas SRL (marchio di Up Selling Srl) hanno segnalato diverse criticità ricorrenti tra la fine del 2024 e l’inizio del 2026, principalmente legate alla trasparenza dei costi e alle modalità di contrattazione.

I problemi principali includono:

  • Costi fissi elevati: molti utenti lamentano l’applicazione di quote fisse mensili (costi di commercializzazione o oneri Pod e Pdr) molto alte, talvolta quantificate tra i 30 euro e i 60 euro al mese per singola fornitura, che fanno lievitare sensibilmente il totale in bolletta nonostante un prezzo della materia prima apparentemente basso
  • Contratti non richiesti: vi sono segnalazioni riguardanti attivazioni di forniture senza un esplicito consenso o tramite telefonate ritenute ingannevoli, in cui i dettagli economici reali differisccono da quelli promessi verbalmente.
  • Difficoltà nel recesso: alcuni clienti hanno riscontrato ostacoli nel tentativo di cambiare fornitore, riferendo di essere stati “ripescati” tramite pratiche di telemarketing aggressivo anche dopo aver manifestato la volontà di disdire.
  • Mancata ricezione delle fatture: in vari casi, gli utenti segnalano ritardi o la totale assenza dell’invio delle bollette (cartacee o digitali), ricevendo talvolta solo solleciti di pagamento via sms senza aver visionato il dettaglio costi.
  • Assistenza Clienti: il servizio post-vendita è spesso descritto come poco risolutivo o difficile da raggiungere per contestazioni relativi a importi ritenuti anomali.

Riteniamo che le modalità di attivazione dei presunti contratti non sia conforme agli standard imposti dalle leggi vigenti e dalle delibere dell’Autorità Garante e che anzi siano passibili di segnalazione all’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) che già hanno irrorato, anche recentemente, sanzioni molto pesanti a fornitori che hanno messo in atto le medesime partiche commerciali scorrette.