Diverse finanziarie, in caso di ritardato pagamento della rata del finanziamento, applicano penali che mediamente sono del 15 / 20% rispetto alla rata. Per fare un esempio, se la tua rata è di 500 euro al mese, in caso di ritardo nel pagamento la finanziaria ti adebiterà un importo di circa 75 euro.

Questi importi sono previsti nel contratto e applicato anche per ritardi di pochissimi giorni. Ma sono sempre legittime queste somme? Quando sono vessatorie e contestabili?

Una penale del 15% applicata automaticamente dopo pochi giorni può essere considerata vessatoria, specialmente se non commisurata al danno effettivo subito dalla finanziaria.
 Il principio di “Proporzionalità”
Secondo l’orientamento della giurisprudenza e dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), le clausole penali che prevedono importi forfettari elevati per ritardi minimi possono essere ridotte dal giudice (o dall’arbitro) se considerate manifestamente eccessive (Art. 1384 del Codice Civile). Un ritardo di 2/3 giorni, con pagamento già effettuato, non giustifica un onere di tale entità.
Una penale del 15% è una clausola contrattuale che le società finanziarie inseriscono per coprire i costi di gestione. Tuttavia, se il recupero crediti ti ha contattato quando avevi già pagato o se non hanno ancora svolto un’attività di recupero significativa, la cifra è contestabile.
Il Codice Civile impone alle parti di comportarsi secondo buona fede nell’esecuzione del contratto (Art. 1375). Esigere l’intero 15% per 72 ore di ritardo è una condotta che collide con questo principio.