Negli ultimi giorni è stata rilevata una pericolosa anomalia telefonica sul territorio nazionale: molti cittadini stanno ricevendo chiamate provenienti apparentemente dalla radice del centralino ufficiale della Questura locale.
Non si tratta però della Polizia di Stato, ma dell’ennesima frontiera del cybercrimine: la truffa dello Spoofing telefonico. I malintenzionati utilizzano l’autorevolezza e il nome delle forze dell’ordine come esca per conquistare la fiducia delle vittime, allo scopo di mettere a segno furti di dati o raggiri finanziari.
Cos’è lo Spoofing e come avviene la truffa
Lo spoofing (dall’inglese “ingannare”) è una tecnica informatica che permette di manipolare l’ID del chiamante. Attraverso piattaforme di telefonia VoIP (tramite internet) facilmente accessibili sul web, i truffatori possono impostare sul proprio computer qualsiasi numero di telefono desiderino.
Quando la chiamata parte, i server telefonici nazionali trasmettono il numero fasullo. Di conseguenza, sul display dello smartphone della vittima non comparirà il numero reale del criminale, bensì la dicitura “Questura” o il numero istituzionale esatto della città di riferimento.
La dinamica del raggiro
Una volta che il cittadino risponde, il finto operatore o finto poliziotto utilizza toni perentori e formali per intimorire la vittima. Le scuse più frequenti utilizzate per agganciare il bersaglio sono:
  • La notifica di un finto reato o di una presunta indagine penale a carico della vittima o di un suo familiare.
  • La richiesta di verificare dati bancari o personali per bloccare un fantomatico attacco hacker in corso sul conto corrente.
  • L’invito a effettuare spostamenti di denaro o bonifici su “conti di sicurezza dello Stato” per proteggere i propri risparmi.
Come difendersi: le regole fondamentali di sicurezza
Per evitare di cadere in questa trappola, si invita la cittadinanza a seguire queste regole fondamentali di prevenzione:
  1. La Polizia non chiede soldi o dati bancari: Le forze dell’ordine non vi chiederanno mai, in nessun caso, password, codici di accesso all’home banking, credenziali personali o spostamenti di denaro via telefono.
  2. Attenzione alla linea interrotta: Se provate a richiamare il numero che vi ha appena contattato dal registro delle chiamate, la linea risulterà quasi sempre occupata, inesistente o cadrà dopo pochi secondi di silenzio. Questo succede perché la rete non è in grado di instradare una chiamata in entrata verso una radice clonata.
  3. Applica la regola del “Riaggancia e Digita”: Se avete il minimo dubbio sulla veridicità della chiamata, mantenete la calma e riagganciate. Non utilizzate il tasto “Richiama” dello smartphone. Cercate su internet il numero ufficiale completo della Questura della vostra città o componete direttamente il 112. Digitate i numeri manualmente sulla tastiera e spiegate al centralino reale la situazione per verificare se un ufficio vi stesse effettivamente cercando.
  4. Non farsi prendere dal panico: I truffatori giocano sull’effetto sorpresa e sulla paura (es. “Suo figlio ha causato un incidente”“Il suo conto è bloccato”). Prendetevi sempre del tempo prima di fare qualsiasi azione impulsiva.
Cosa fare se sei stato contattato
Se avete ricevuto una chiamata sospetta da questo numero, vi invitiamo a monitorare i vostri tabulati telefonici e a segnalare immediatamente l’accaduto sul portale ufficiale della Polizia Postale per informare le autorità.
In caso di dubbi o se avete sfortunatamente già condiviso informazioni sensibili, contattate tempestivamente la vostra banca per bloccare i conti e rivolgetevi a uno sportello di tutela dei consumatori per ricevere assistenza legale e supporto nella gestione della frode digitale.