L’insorgere di vizi/difetti nelle piastrellature danno origine a contenziosi che possono essere anche di difficile gestione e risoluzione per cui è bene essere consapevoli di due aspetti:
1)Occorre un’attenta e corretta analisi e definizione del “problema” attraverso rilievi e informazioni da raccogliere;
2)Occorre un’attenta valutazione della qualità e prestazione dei vari materiali, delle scelte progettuali compiute, delle modalità di posa.
La norma UNI 11493-1:2016 – Piastrellature ceramiche a pavimento e a parete – Parte 1: Istruzioni per la progettazione, l’installazione e la manutenzione, coinvolge nel risultato finale diversi operatori:
il Produttore dei materiali;
il Venditore dei materiali;
il Posatore/ massettista;
il Direttore lavori;
il Committente.
La norma UNI 11493 riporta che il posatore deve mettersi nelle migliori condizioni di luce per controllare il buon andamento della posa e quindi non si possono accampare motivazioni di scarsa illuminazione.
La UNI 10545-1 (Campionamento) stabilisce che il 95% delle piastrelle deve essere esente da difetti perché il lotto si classificato di prima scelta.
L’Art.1490 del Codice Civile riporta che “Il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso a cui era destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore”. Nel caso delle piastrelle, la ditta produttrice fornisce una garanzia di due anni sulla qualità del bene come previsto da normativa. La garanzia decorre dalla data di consegna del prodotto.
Tutti i prodotti acquistati sono coperti dalla garanzia di conformità chiamata anche Garanzia Legale ed è disciplinata dal Codice del Consumo (DLgs.n.206/2005 coordinato ed aggiornato alla Legge n. 214/2023) Questa garanzia, che dura 24 mesi, deve essere obbligatoriamente prestata dal venditore e garantisce la riparazione o la sostituzione del prodotto senza alcuna spesa per il cliente. La garanzia di conformità è un diritto di chi compra che può pretenderla sempre anche se non viene menzionata nelle condizioni di acquisto.
Nessun regolamento interno o garanzia accessoria può escludere o prevaricare l’applicazione della Garanzia Legale. La garanzia legale di conformità è di 24 mesi ed è prestata dal Venditore. La garanzia non può essere limitata o negata e laddove nel contratto di vendita fossero inserite clausole simili risulterebbero nulle.

Buongiorno, una richiesta mi hanno posato il pavimento in gres terrazzo esterno ma non hanno usato distanziatori autolivellanti in dotazione alle piastrelle risultato posa lascio immaginare, secondo quesito fra il pavimento e la piastrella battiscopa nel giunto per facilità di esecuzione hanno messo cemento e non il silicone mapei che avevo messo a disposizione dopo la mia lamentela hanno messo un filo di silicone sul cemento tra battiscopa e pavimento è giusto tutto questo et un lavoro a regola d’arte grazie Oliviero
Buongiorno Oliviero,
da quanto descrive, ci sono due aspetti distinti.
1. Mancato utilizzo dei distanziatori autolivellanti
I sistemi autolivellanti non sono sempre obbligatori per una posa “a regola d’arte”, ma se:
erano forniti insieme alle piastrelle,
il formato delle piastrelle lo richiedeva,
il capitolato o le istruzioni del produttore ne prevedevano l’uso,
allora il posatore avrebbe dovuto utilizzarli oppure garantire comunque lo stesso risultato finale.
Il vero parametro di giudizio non è tanto l’uso o meno dei distanziatori, quanto il risultato ottenuto:
presenza di “denti” tra una piastrella e l’altra (dislivelli);
fughe non uniformi;
pendenze irregolari;
ristagni d’acqua sul terrazzo;
estetica complessivamente difettosa.
Se questi difetti sono evidenti, il lavoro può essere contestato indipendentemente dal fatto che siano stati usati o meno i livellatori.
2. Giunto tra pavimento e battiscopa
Qui la situazione è più critica.
Normalmente il raccordo tra pavimento e battiscopa, soprattutto all’esterno, dovrebbe essere sigillato con un sigillante elastico idoneo (come il silicone o il sigillante poliuretanico previsto dal progetto) per assorbire le piccole dilatazioni termiche.
Riempire prima il giunto con cemento rigido e poi passare semplicemente un sottile filo di silicone sopra il cemento non è generalmente la soluzione migliore, perché:
il cemento può fessurarsi;
il giunto perde elasticità;
il silicone aderisce meno efficacemente se applicato come semplice “velo” superficiale;
all’esterno le dilatazioni termiche sono importanti.
La corretta esecuzione normalmente prevede che il giunto sia lasciato libero o adeguatamente preparato e poi sigillato con il prodotto elastico previsto, non riempito completamente con malta cementizia.
È un lavoro a regola d’arte?
Con le informazioni fornite, direi:
il mancato uso dei livellatori, da solo, non dimostra necessariamente un lavoro non a regola d’arte;
l’esecuzione del giunto battiscopa-pavimento con cemento e successivo velo di silicone è discutibile e potrebbe non essere conforme alle buone pratiche di posa per esterni, soprattutto se il giunto era destinato a essere elastico.
Cordiali Saluti
Ufficio Servizi Arco