Negli ultimi tempi riceviamo ai nostro Sportelli ed al nostro Centralino sempre più segnalazioni di venditori che, a fronte di un difetto o malfunzionamento del prodotto venduto, si rifiutano di applicare la Garanzia Legale e quindi di sostituire o riparare o di accetare il reso dello stesso. Nella maggioranza dei casi riguarda prodotti quali elettrodomestici (lavatrici, asciugatrici, piastre di cottura, ecc…) e soprattutto Televisori, Tablet, computer ovvero la cosiddetta tecnologia di consumo spesso prodotta in serie e con scarsa qualità progettata per durare poco (obsolescenza programmata). Il “giochino” è sempre più o meno lo stesso : spesso venditore (sempre responsabile della Garanzia Legale) e assistenza si rimpallano la questione o le responsabilità adducendo quasi sempre la responsabilità del guasto o della non conformità all’acquirente.
Purtroppo, spesso il costo di un eventuale contenzioso non giustifica l’utilità che se ne ottiene. Il corrispettivo pagato per un affare rivelatosi insoddisfacente è spesso inferiore alle spese legali da sostenere per un giudizio. Ma allora come tutelare i propri diritti senza fare causa?
Un tipico problema si pone con il reso: cosa fare se il venditore non accetta il reso? Va detto, innanzitutto che la parola “reso” non è mai menzionata dalla Legge, in quanto è un termine di uso popolare che non ha un significato giuridico. La Legge riconosce:
- la garanzia, che spetta per qualsiasi acquisto, online e non, anche per i prodotti usati (salvo nel caso di acquisto da privato);
- il diritto di recesso, che spetta invece solo per chi compra da un’azienda, senza fattura, fuori da un negozio;
- la risoluzione del contratto per inadempimento o la riduzione del prezzo che spetta tutte le volte in cui il bene è diverso da quello promesso o ha qualità inferiori.
Se il venditore si rifiuta di riconoscere la garanzia sui prodotti difettosi o il diritto di recesso sui prodotti acquistati dal consumatore fuori dal negozio o la risoluzione del contratto quando il prodotto non ha le caratteristiche richieste, l’acquirente può agire in giudizio: non può cioè denunciare il venditore (non trattandosi di un reato) ma può fargli una causa civile. Come tutte le cause civili, anche questa richiede tempi e costi: costi che il più delle volte non sono proporzionati al prezzo corrisposto. Così, gran parte delle persone rinuncia a far valere i propri diritti.
E’ possibile tutelare i propri diritti senza dover pagare un avvocato e le spese giudiziali al Tribunale ? Elenchiamo di seguito diverse soluzioni.
-La prima è sicuramente la diffida: diffida che andrà inviata per iscritto, con raccomandata a.r. o con pec (visto che tutte le aziende e gli imprenditori devono avere la posta elettronica certificata). Nella diffida si darà un termine massimo di sette giorni per adempiere e rispettare la legge.
-La seconda carta da giocare, di solito molto vantaggiosa, è la recensione negativa su Internet, eventualmente anticipata nella stessa diffida (in modo da far comprendere al venditore le ricadute negative che avrà il suo comportamento). Non bisogna trascendere in frasi diffamatorie («È una truffa, sono stato imbrogliato, ecc.») ma ci si deve attenere ai fatti. Ad esempio si potrà scrivere: «il prodotto è risultato diverso dalle aspettative, di qualità molto inferiore rispetto a quella promessa»; «il venditore non ha rispettato la legge non consentendomi l’esercizio dei miei diritti di garanzia o di reso per il diritto di recesso» e così via.
-La terza soluzione è quella di interessare l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (Agcm) laddove il venditore non abbia rispettato i diritti del consumatore relativi alla garanzia o al recesso. Il ricorso può essere presentato online ed è gratuito. L’Authority emetterà delle sanzioni a carico del venditore.
-La quarta soluzione è quella di rivolgersi a un organismo di mediazione per tentare una soluzione bonaria. Ci si deve recare presso uno dei tanti organismi presenti nella propria città e lì esporre il fatto per iscritto. L’organismo fisserà un incontro con la controparte a cui questa dovrà presentarsi (pena, in caso di giudizio, una penalizzazione). L’incontro che non sortisca effetti ha un costo di 40 euro per ciascuna parte; se invece le parti raggiungono un accordo, il mediatore vanterà un compenso proporzionale al valore della controversia (secondo le tariffe pubblicate dall’organismo).
Contattateci per esporre le Vostre “disavventure” con gli acquisti. Vi daremo le indicazioni necessarie e l’assistenza per tutelare i Vostri diritti di acquirenti.

Buongiorno, vi espongo la mia disavventura. Lavasciuga Beko acquistata a fine dicembre online su mediaworld. A maggio inizia a funzionare male, il primo giugno perde acqua. Dal 2 giugno inizio le telefonata a mediaworld, alla Beko italia, alla ditta autorizzata della mia zona (che nonostante io sia a l’Aquila ha sede in provincia di Pescara), vengono effettuati due interventi tecnici che hanno solo peggiorato la situazione e ieri mattina al terzo appuntamento il tecnico non si è presentato. Cosa posso fare?
Buongiorno,
il prodotto acquistato gode della garnzia legale di 2 anni; di questa è responsabile il venditore (Mediaworld) che, in caso di guasto o malfunzionamento, deve provvedere alla sostituzione del prodotto o, qualora non risulti possibile, alla riparazione in esenzione costi. Se il prodotto acquistato non è riparabile, il venditore deve sostituire con altro equivaoente o rimborsarle il prezzo.
Consigliamo di aprire formale reclamo al venditore con richiesta di adempiere alla garanzia legale. Se necessita di assistenza ci può contattare ai seguenti recapiti
info@arcoconsumatorinazionale.it
centralino 0510181437
Cordiali Saluti
Ho acquistato una cucina. Al momento del disimballo il montatore vede che il piano cottura è rotto. Il venditore mi propone la sistemazione della parte danneggiata. Io pretendo la sostituzione di tutto il piano cottura non avendolo di fatto neanche collocato nel piano lavoro. Il fornitore insiste per la sistemazione. Come fare per far valere il mio diritto di avere un piano di cottura nuovo ?
Buongiorno Marco,
il venditore è tenuto alla sostituzione o riparazione, del bene difettoso, in esenzione costi. La scelta spetta al Consumatore sempre che la sostituzione sia effettivamente possibile (pezzi di ricambio disponibile) oppure troppo onerosa per il Venditore.
Per richiedere la sostituzione consigliamo di inviare formale diffida ad adempiere ed attendere il riscontro del Venditore. Se la risposta è insoddisfacente può attivarsi con una mediazione ADR.
Se necessita di assistenza ci contatti al 0510181437 oppure ci scriva a info@arcoconsumatorinazionale.it
Cordiali Saluti
Salve; posseggo un monopattino Yeti, con garanzia scaduta, che non funzionava più perfettamente. L’ho portato in un negozio di assistenza; hanno fatto delle sostituzioni di pezzi che ne hanno anche snaturato la forma (senza neppure avvisarmi). Ma sembrava funzionare. Ho speso 280 euro. Tempo un giorno, il monopattino si ferma di continuo ed è inutilizzabile. Come debbo comportarmi con il riparatore?
Buongiorno,
i pezzi sostituiti hanno garanzia di 2 anni. Richieda di far valere la garanzia legale. Se necessitate di assistenza contattateci al 0510181437 o scriveteci al 0510181437.
Cordiali Saluti
Abbiamo acquistato una termostufa da ; Amantini di Novafeltria, il prodotto è stato montato male, anche a detta del venditore che poi è sparito senza piu rispondere alle sollecitazioni.
Oggi tira vento e la casa si è riempita di fumo.
tutti ci dicono che è difficile e che è meglio lasciare perdere, noii chiediamo come possiamo agire per fare togliere la stufa, visto che non ci fidiamo piu del venditore?
Buongiorno,
il primo passo è quello di inviare una formale diffida, a mezzo raccomamdata a/r o pec, di adempiere alla Garanzia Legale; in caso di mancata risposta o negativa segnalare l’accaduto all’AGCM (Autorità Garante delle Concorrenza e del Mercato) con richiesta di intervento e adire ad un organismo di mediazione ADR (la spesa è molto contenuta).
In seguito, se i tentativi stragiudiziali sono falliti, si valuterà l’intervento del legale. Se necessita di assistenza contattateci al 0510181437 o scriveteci al 0510181437.
Cordiali Saluti
Buongiorno, ho acquistato l’altro ieri 17/11/2025 da mediaworld una tv Samsung 77 pollici oled. Portata a casa e messa in corrente non partono le immagini, lo schermo è come se fosse fulminato. Mi reco subito dal venditore per sostituirlo e quest’ultimo, una volta verificato il guasto, mi da la colpa dicendomi che il danno è accidentale ed è stato causato da me e non da loro. Sta di fatto che ho una tv pagata €2.000 rotta e non so cosa fare!
Buonasera,
in uesti casi il Codice del Consumo in materia di Garanzia Legale stabilisce che le non conformità e i guasti che si verificano dopo l’acquisto ed entro 1 anno erano presumibilmente presenti o in corso al momento dell’acquisto; spetta al venditore dimostrare che il guasto è stato provocato da incuria dell’acquirente.
Nel suo caso specifico il comportamento del Venditore è scoretto, deve provvedere alla riparazione o sostituzione in esenzione costi e qualora non fossero possibili queste soluzioni deve rimborsare integralmente della somma spesa. Se necessita di assistenza contattateci al 0510181437 o scriveteci al 0510181437.
Cordiali Saluti
mediaworld S.p.A. Gestione pessima!
Il negozio si rifiuta di sostituire o riparare un paio di cuffie.
Ho formalizzato un reclamo riguardante il prodotto acquistato presso il punto vendita di Olmi di San Biagio di Callalta (TV).
• Prodotto: Cuffie Sony Pulse (Codice 418555PS5 PUL)
• Data di Acquisto: 26 Aprile 2025
• Prezzo: € 129,99
• Riferimento Documento: DOCUMENTO N. 0097-0056 RT 3BSDP000300
Il negozio risponde che le posso andare a riprenderle rotte, perché decade la tutela legale per danno estetico.
Estetico? La plastica dell’archetto si è rotta durante l’atto del normale utilizzo (mentre stavo indossando le cuffie).
Contesto il rifiuto di tutela legale.
Poiché il difetto si è manifestato entro il periodo di un anno dalla consegna, ai sensi dell’Art. 135 del Codice del Consumo, si presume che tale difetto (rottura dovuta a scarsa qualità del materiale) esistesse già al momento dell’acquisto.
A luglio ho avuto un incidente in moto, di fatto ho indossato le cuffie non più di tre volte dalla data di acquisto. Le cuffie erano conservate dentro la sua custodia.
Vorrei denunciare l’accaduto e far valere i miei diritti !
Mi ritrovo con un paio di cuffie rotte comprate ad aprile, rotte a novembre, indossate tre volte.
Mi rifiuto di tornare in negozio a riprenderle.
esitazione@hotmail.it
Buongiorno,
secondo nostro parere ha diritto alla garanzia legale poichè il difetto si è manifestato dopo poco tempo e non sembra dovuto ad uso improprio. La rottura è imputabile ad un difetto di conformità già presente al momento dell’acquisto.
Poichè il Venditore rifiuta la sostituzione è necessario aprire una formale contestazione e, se necessario, adire ad una procedura di medazione con organismo ADR i cui costi sono molto contenuti.
Significhiamo per correttezza che i nostri servizi sono riservati agli iscritti in regola con la quota di iscrizione pari ad euro 40,00 con bonifico intestato ad Arco Emilia Romagna. Può effettuare l’iscrizione direttamente sul nostro sito https://www.arcoconsumatorinazionale.it alla sezione “associati”.
Cordiali Saluti
Ufficio Servizi Arco
Buongiorno,
Ho acquistato un termocamino della Sithec circa 5 anni fà.
Ha cominciato da subito a dare problemi senza che intervenissero per una riparazione seria.
Ora a distanza di circa 5 anni il termocamino ha seri problemi e l’azienda produttrice non risponde alle richieste via telefono e via mail per fornirmi il contatto di un loro tecnico di zona. Altri tecnici a cui mi sono rivolto dicono che devo rivolgermi all’azienda produttrice. Cosa mi suggerite di fare? Grazie.
Buongiorno,
purtroppo i problemi attuali si verificano ben al di fuori del periodo di garanzia (2 anni).
Ricerchi tecnici indipendenti, magari con esperienza in prodotti simili o del Gruppo Piazzetta , che sia disposto a effettuare una diagnosi e una riparazione a pagamento.
Cordiali Saluti
Buongiorno, mio figlio è in locazione al piano terreno con ingresso indipendente e la porta di ingresso è una serranda avvolgibile elettrica. Al di la del fatto che secondo noi non è a norma perché se salta la luce Per incendio o altro) si rimane imprigionato all’interno essendo i contatori all’esterno, si è rotta la serranda e la proprietà ha chiamato una ditta che ha sostituito la tapparella ed abbiamo dovuto pagare la metà dell’importo (secondo noi non dovuto). Dopo 10 mesi la tapparella si è staccata ed è rimasta bloccata e per liberare l’accesso (mio figlio è rimasto chiusi all’interno per un giorno intero) hanno dovuto smontarla a pezzi dicendo che sarebbero poi tornati per rimontarla. Sono ormai 2 mesi e mezzo che non abbiamo la tapparella (porta di ingresso) perché la ditta sostiene che lo spazio per contenere la tapparella è troppo stretto e che quindi si potrebbe staccare nuovamente e non prosegue con il ripristino proponendo alternative onerose alla proprietà che neppure risponde.
Cosa dovremmo fare ??
Buongiorno,
una serranda elettrica che funge da unica via d’uscita deve garantire l’evacuazione in caso di emergenza. Per essere a norma, il motore deve essere dotato di una “manovra di soccorso manuale” (un’asta interna) o di un sistema di sblocco fune che permetta l’apertura manuale dall’interno. Se questo sistema manca, l’immobile potrebbe non rispettare i requisiti di sicurezza e agibilità. Può consultare i vigili del fuoco per un parere tecnico o richiedere formalmente alla proprietaria l’installazione di un dispositivo di sblocco a norma.
Per quanto riguarda le ripartizione delle spese della serranda rotta, se la rottura è dovuta a vetustà (vecchiaia del materiale) o caso fortuito la spesa spetta interamente alla proprietaria. se il guasto è dovuto a cattivo uso o negligenza paga l’inquilino che comunque ha a suo carico la manutenzione ordinaria.
La mancanza della serranda d’ingresso pregiudica la sicurezza el’abitabilità dell’immobile.
Consigliamo di inviare una raccomandata a/r o pec alla proprietà per contestare il mancato ripristino della serranda dopo due mesi riccordando che essa rappresenta l’unica porta d’ingresso. Intimare la riparazioneentro un termine perentorio (7 o 15 giorni) ai sensi dell’art.1454 del codice civile. Dichiara che in mancanza di intervento agirete per vie legali.
Se necessita di assistenza ci contatti al 0510181437 o ci scriva a info@arcoconsumatorinazionale.it
Cordiali Saluti
Buonasera, scrivo anch’io la mia disavventura.
Un anno e mezzo fa compro casa e acquisto una cucina nuova. Per il piano della cucina scelgo un piano in gres. Un anno e due mesi dopo si presenta sul piano una crepa, in corrispondenza dello spazio al di sopra della lavastoviglie. Segnalo subito il problema al rivenditore che fa le sue foto e prende tempo. La crepa non presenta segni di urto o sollecitazioni.
Dopo una decina di giorni, nonostante non sia avvenuto alcun sopralluogo tecnico o perizia, il rivenditore mi cita in una email inviatami dopo diversi solleciti da parte mia, che chi ha lavorato la lastra, confrontandosi col produttore, ritiene anomala la frattura dopo così tanto tempo, quindi la sostituzione in garanzia è da escludersi. Nonostante ciò si rende disponibile a sostituire il piano, ma a patto che mi faccia io carico delle spese degli allacciamenti e di eventuali danneggiamenti che sopraggiungessero durante la sostituzione.
Non accetto. Mando due pec di sollecito e un paio di giorni fa diffida tramite il mio legale. Risponde prontamente legale della controparte che addirittura adesso si offre solo di fornire piano sostitutivo e 300 € per coprire le spese di installazione, che il rivenditore non intende effettuare ma che quindi dovrei adesso affidare ad altri professionisti.
Come mi consigliate di procedere?
Buonasera,
la situazione rientra pienamente nella Garanzia Legale di conformità che ha durata di 24 mesi; la riparazione o la sostituzione deve avvenire senza spese per il Consumatore. Il Responsabile della Garanzia Legale è il Venditore, suo unico interlocutore. Inoltre, ammettendo la disponibilità alla sostituzione, sebbene alle proprie condizion, è stato di fatto riconosciuto l’esistenza del problema.
Siamo comunque ormai ad una fase di trattazione tramite avvocati; prima di acccettre (ok per la sostituzione del piano, verificare invece i 300 euro) consigliamo di di farsi fare un preventivo scritto da un idtraulico e un marmista/montatore di fiducia; i 300 euro potrebbero non coprire le spese dello smontaggio e rimontaggio del nuovo. Se sono insufficienti, rilanciate con offerta più alta che copra i costi per intero o almeno gran parte per evitare l’attivazione di un contenzioso giudiziale.
Cordiali Saluti
Ufficio Servizi Arco
Buonasera,
ho acquistato un paio di scarpe del valore di 200 euro. Dopo una settimana, le stesse hanno iniziato ad essere rumorose, portate da un riparascarpe mi è stato detto che probabilmente si stava scollando la suola interna.
Portate in negozio un mese fa (dopo una settimana dall’acquisto), il negozio le tiene li rifiutandosi di sostituirle finché non riceve istruzioni dal produttore (che a detta loro è stato contattato più volte).
Cosa posso fare?
Buongiorno,
il comportamento del negozio è illegittimo secondo il Codice del Consumo. La responsdabilità legale per i difetti di conformità ricade esclusivamente sul venditore, che non può condizionare i tuoi diritti ai tempi o alle decisioni del produttore. L’acquisto è pienamente tutelato dalla Garanzia Legale di 24 mesi; ha il diritto di scegliere tra riparazione o sostituzione gratuita.
Se il venditore non vuole sotituire o riparare il prodotto ha diritto a richiedere il totale rimborso di quanto speso lasciando le scarpe al Venditore.
Cordiali Saluti
Ufficio Servizi Arco
Buonasera,
ho acquistato a maggio 2025 una bici nuova piuttosto costosa presso un rivenditore autorizzato. A dicembre 2025 la casa produttrice ha effettuato un richiamo a causa di un difetto alla forcella che rende la bici inutilizzabile perché pericolosa. Sono passati ormai quattro mesi e il pezzo risulta ancora non disponibile. Esiste un tempo massimo oltre il quale il venditore è obbligato ad un risarcimento o ad accettare il reso? Soprattutto tenendo conto del fatto che non posso utilizzare la bici per ammissione della stessa casa madre.
Grazie.
Gerardo Carulli.
Buongiorno Gerardo,
La legge non indica un numero preciso di giorni (es. “30 giorni”), ma stabilisce che la riparazione o sostituzione deve avvenire entro un “congruo termine” dalla richiesta e senza arrecare notevoli inconvenienti al consumatore. Considerando che la pericolosità del mezzo è stata ammessa ufficialmente e secondo quanto stabilito dal Codice del Consumo italiano (artt. 128 e ss.), hai diritti molto chiari in una situazione di questo tipo.
4 mesi di attesa per un pezzo di ricambio, specialmente per un bene costoso e stagionale come una bici, sono generalmente considerati oltre il limite della congruità.
In casi simili, la giurisprudenza tende a considerare eccessivo un ritardo che privi il consumatore del bene per un periodo prolungato, specialmente se il difetto ne impedisce totalmente l’uso. Se la riparazione non è stata effettuata in tempi ragionevoli, il Codice del Consumo prevede la possibilità da parte del consumatore acquirente di richiedere la Risoluzione del contratto (reso con rimborso totale) o Riduzione del prezzo.
Il tuo interlocutore legale è esclusivamente il venditore, non la casa madre. Anche se il ritardo dipende dalla mancanza di pezzi dalla fabbrica, è il venditore a dover rispondere verso di te per il difetto di conformità.
Riteniamo che hai basi solide per richiedere la risoluzione del contratto e riavere i tuoi soldi.
Se necessita di assistenza nel dchiarare la risoluzione contrattuale ed avere il rimborso, non esiti a contattarci ai seguenti recapiti
centralino 0510181437 (lun-ven. ore 10-18)
mail : info@arccoconsumatorinazionale.it
Cordiali Saluti
Ufficio Servizi Arco
Buongiorno!Ho acquistato una lavatrice dal supermercato Conad non funzionante. Abbiamo chiamato l’assistenza tante volte senza che il tecnico arrivasse. Sono già passate due settimane. Il negozio e obbligato a cambiare la lavatrice oppure avere il rimborso?Grazie!
Buongiorno,
il responsabile della Garanzia Legale (2 anni) è sempre il Venditore ovvero il negozio o il punto vendita dove ha acquistato la lavatrice. il venditore deve provvedere alla riparazione o sostituzione in esenzione costi; se queste condizioni non sono possibili, ha diritto al rimborso integrale, previa riconsegna della lavatrice non funzionante, oppure ad una riduzione del prezzo pagato.
Se necessita di assistenza, ci contatti al centralino 0510181437 oppure ci scriva a info@arcoconsumatorinazionale.it
Cordiali Saluti
Ufficio Servizi Arco
Buongiorno, abbiamo comprato una TV Samsung di 85 pollici presso unieuro, una volta portata a casa in scatola perfetta dopo apertura abbiamo trovato schermo completamente rotto, schiacciato nel angolo, lo abbiamo riportato in negozio e loro si lavano le mani passando la colpa a noi visto che la scatola non presenta danni, e vogliono 700e per la riparazione, come devo reagire visto che ho buttato 1000euro e sono senza la TV?
Buongiorno,
La situazione è delicata, ma il fatto che il negozio attribuisca automaticamente la responsabilità a voi non significa che abbia ragione.
Potete sostenere, a vostra volta, che il prodotto è stato consegnato già difettoso o danneggiato.
Cosa fare subito
Non limitatevi alle discussioni verbali.
Chiedete una perizia o una motivazione scritta
Se sostengono che il danno sia stato causato da voi, chiedete che ve lo comunichino per iscritto, indicando su quali elementi tecnici basano questa conclusione.
Una semplice affermazione del tipo “la scatola è integra, quindi è colpa del cliente” non è necessariamente una prova.
Poiché il problema è stato scoperto immediatamente dopo la consegna, siete in una posizione più favorevole rispetto a chi segnala il danno dopo settimane di utilizzo.
In caso di controversia, il venditore deve poter sostenere con elementi concreti che il danno sia avvenuto dopo la consegna.
Non accettate subito la riparazione a pagamento; pagare i 700 € richiesti potrebbe complicare la contestazione successiva.
Prima fate mettere per iscritto:
il motivo del rifiuto della sostituzione;
la diagnosi tecnica;
le prove su cui si basa la loro decisione.
5. Se il negozio continua a rifiutare
Potete:
inviare una diffida formale;
rivolgervi a un’associazione dei consumatori;
attivare una procedura di conciliazione o, se necessario, agire per il riconoscimento della garanzia.
Arco Consumatori può assisterla nel gestire questo tipo di controversia, purtroppo molto comune, nei confronti del Venditore responsabile della Garanzia Legale.
Centralino: 051-0181437
mail: info@arcoconsumatorinazionale.it
Cordiali Saluti
Ufficio Servizi Arco
Salve. Dopo 5 ore di lavoro la macchina non vuole partire. Mi si accende sul display problemi batteria. Com’ero vicino a una stazione di servizio Eni vado da loro e subito hanno capito e mi sostituiscono la batteria. 120 e in tutto a fine settembre del 2024. Il 13 di agosto 2026 ,la mattina la macchina non vuole partire, uguale, problema batteria. Sapendo che mancava un mese e mezzo fino alla scadenza,vado al Eni,gli faccio vedere il video del display e dicono che è la batteria da cambiare. Ok guarda che ho lo scontrino vostro dalla batteria che adesso non funziona. Aaaa ma la garanzia è di un anno. Ma da quando?? Che posso fare?? grazie
Salve,
Se il venditore non vuole riconoscerle la garanzia, le consiglio di non limitarsi a una discussione a voce.
Nel suo caso, visto che la batteria è stata acquistata a settembre 2024 e il problema si è manifestato il 13 agosto 2026, siamo ancora, in linea di principio, entro i due anni previsti dalla garanzia legale di conformità per un acquisto effettuato da un consumatore. Il venditore non può semplicemente opporre la frase “la garanzia è di un anno” senza chiarire a quale garanzia si riferisca e su quale base escluda quella legale.
Le suggerisco quindi di fare questi passaggi:
Torni dal punto vendita con lo scontrino e chieda che la batteria venga verificata e che venga aperta una pratica di garanzia.
Se le rispondono nuovamente che la garanzia è scaduta dopo un anno, chieda il rifiuto per iscritto, specificando che intende far valere la garanzia legale di conformità prevista dal Codice del Consumo.
Invii anche una contestazione scritta alla società/venditore, allegando lo scontrino e spiegando che il difetto si è manifestato il 13 agosto 2026, quindi prima della scadenza dei due anni.
È importante anche far accertare che il problema sia effettivamente della batteria. Se il venditore stesso ha diagnosticato che “è la batteria da cambiare”, chieda che questa diagnosi venga messa per iscritto. Se invece il problema fosse dovuto all’alternatore o a un assorbimento anomalo dell’auto, la questione sarebbe diversa.
Se il venditore continua a rifiutarsi, può rivolgersi a una associazione dei consumatori oppure utilizzare una procedura di ADR (risoluzione alternativa della controversia). Il MIMIT indica espressamente queste procedure per le controversie tra consumatori e imprese, anche quando il professionista rifiuta di riparare o sostituire un prodotto ritenuto difettoso.
Un punto importante: essendo trascorso più di un anno dall’acquisto, potrebbe essere necessario dimostrare che si tratta effettivamente di un difetto di conformità e non del normale deterioramento della batteria. Per questo è molto utile avere una diagnosi scritta o una verifica tecnica.
In sostanza: non accetterei semplicemente il “la batteria ha un anno di garanzia”. Chiederei formalmente l’applicazione della garanzia legale e, in caso di rifiuto, pretenderei una motivazione scritta. Conservi scontrino, eventuale video del display e qualsiasi documento rilasciato dal distributore.
Ufficio Servizi Arco