Hai ricevuto una comunicazione di “notifica di cessione di crediti” ? Non disperare, è possibile difendersi e sanare la questione con strategia. Partiamo dal principio: quando non si pagano le rate di un mutuo o di un finanziamento contratto con una banca o un altro istituto finanziario si contrae un debito. Se le rate del finanziamento non vengono pagate, ad un certo punto la banca o finanziaria, vi viene notificata la “decadenza del beneficio del termine” ed il debito passa a sofferenza; in poche parole la banca risolve il contratto e vi chiede l’intero residuo, oltre alle rate non pagate, in unica soluzione. Inoltre vi segnala nelle banche dati creditizie (Crif, Eurisk, CTC, Experian, ecc..), condizione che vi impedisce di accedere a nuovi finanziamenti.

I crediti deteriorati, conosciuti anche come NPL, sono quei crediti che non vengono regolarmente pagati da chi ha ricevuto il prestito. In tale situazione, quindi, alla banca si presentano due strade: tentare di recuperare i crediti autonomamente attivandosi giudizialmente in Tribunale o cartolarizzare ovvero cedere il credito ad altra società.

Negli ultimi anni è proprio questa seconda strada la più seguita dalle banche e dagli altri istituti di credito. Questa soluzione permette alla banca tutta una serie di vantaggi, tra cui il recupero di una parte del capitale finanziato, attivando la propria assicurazione sui crediti, e l’opportunità di non dover inserire queste voci di perdita in bilancio.In sostanza, la banca decide di recuperare solo una parte del credito prestato, evitando però di incorrere in spese ed incertezze che si presentano nel recupero dei crediti.

Ricapitolando, la banca o istituto di credito vende i suoi crediti deteriorati ad un ad un prezzo irrisorio rispetto a quello nominale, indicativamente intorno al 10%. Per fare un esempio, un credito di 50.000 potrebbe essere acquistato da altra società a soli 5.000 euro. Questa differenza è compensata dal rischio che la società che acquista il credito deteriorato si assume prendendo in carico crediti che non è sicura di recuperare, motivo per il quale questa o una qualsivoglia altra società specializzate metterà in campo tutte le strategie propedeutiche al recupero di almeno una parte del debito originario, che le permetta di avere un margine positivo rispetto al costo di acquisto del credito, producendo così un profitto.

Con tutta probabilità, a questo punto, il debitore moroso riceve una lettera dal nuovo titolare del credito, anziché dalla banca che gli aveva concesso il mutuo o finanziamento, poichè le società di recupero crediti sono tenute per legge ad informare il debitore dell’avvenuta cessione del credito.

Tale informativa contiene, di solito, un invito al debitore a prendere contatti per trovare un accordo in merito all’adempimento del debito. Se questo contatto non dovesse avvenire, il nuovo legittimo detentore del credito si può muovere in due direzioni:

– avviare azioni legali per il recupero del credito. Ad esempio, potrebbe essere richiesto un decreto ingiuntivo che porti al pignoramento della casa, di altri beni immobili e mobili o delle fonti di reddito del debitore, come lo stipendio o la pensione.
– cercare di contattare telefonicamente il debitore o anche presentarsi presso il suo domicilio.

Obiettivamente, la società che ha acquistato il credito, è legittimata a cercare di riscuotere il debito e di esercitare tutte le azioni previste dalla legge per riuscire nell’intento. Per questo motivo è sempre consigliabile cercare la via del dialogo, anche con l’aiuto di un professionista, per trovare una soluzione insieme all’ente creditore.

Questo però non significa che bisogna accettare senza opposizione tutte le condizioni proposte dalla banca, né tantomeno aprire il proprio domicilio senza consenso, che è inviolabile a meno di un ordine del giudice.

Detto ciò, la soluzione migliore è sicuramente quella di avviare con la società recupero crediti dei contatti per trovare un accordo, in particolare per concordare una somma da pagare a saldo e stralcio della propria posizione debitoria. In più, con un buon accordo tale somma potrà essere rateizzata, in modo da pesare ancora meno sulle tasche del debitore. Una volta onorato l’accordo è possibile richiedere alla società la “lettera liberatoria” che attesta che il debito è stato risolto e nulla è più a pretendere; con questo documento è possibile richiedere alle banche dati creditizie la cancellazione della segnalazione a sofferenza per tornare ad avere accesso al credito.

In conclusione, se sei stato contattato o hai ricevuto una comunicazione di cessione del credito non devi preoccuparti. Chiedi la consulenza e assistenza di Arco Consumatori che, con i propri esperti del settore bancario e finanziario, da anni si occupa di queste situazioni, e lasciati guidare verso una soluzione che ti consenta di uscire dai debiti senza affanni ottenendo:

riduzione del capitale dovuto
rateazione della somma concordata
adozione di comode formule di pagamento

I nostri consulenti sono a Vostra disposizione per fornire tutte le informazioni necessarie.