Nel periodo della presentazione dei bilanci, si scatena una bagarre disgustosa, una gara fra associazioni sicuramente benefiche ma molto attente ad incassare il 5 per mille. La concorrenza è scatenata. Si combatte a colpi di foto e di scenografie da incubo, nelle quali, la gara è senza esclusione di colpi. Vince chi riesce ad insinuare in televisione il senso di colpa più grande. Nelle agenzie pubblicitarie ci si frega le mani. Guadagno sicuro, I soldi ci sono. Le associazioni hanno già pianificato tutto, compresi gli introiti che dovranno venire dai lasciti, per portare il bilancio in pareggio. Ci vogliono almeno x lasciti per andare in pareggio, Quello che avanza e non sarà molto, potrà andare per l’attività per la quale si sono ricevute le offerte. In questo mercato c’è tanta concorrenza che non perdona e per suscitare le emozioni e il bisogno di compensare i vari sensi di colpa in opere buone, ecco li pronta e impacchettata la soluzione. Il lascito del 5 per mille con iban già pronto all’uso. Fin qui il peccato in fondo sarebbe veniale, Lo fanno anche i biscottifici, il formaggio pecorino e le agenzie immobiliari. Quello che però fa impressione è l’uso strumentale delle foto delle disgrazie sbattute in primo piano. E’ la gara ad esibire corpi sanguinolenti, bambini autistici, bambini con le mosche sulle labbra, poveracci sotto i ponti, figure scheletriche, donne piangenti, tutte sofferenze gettate in pasto alla morbosità del pubblico televisivo. Lo stesso che fa dei manifesti delle onoranze funebri, la stampa più letta in Italia e che guarda i gran premi fi Formula 1. aspettando l’incidente. Ci diranno che non è vero che loro realizzano obbiettivi umanitari, che senza di loro i colpiti dalle disgrazie sarebbero abbandonati a sè stessi. Probabilmente è tutto vero ma nessuno deve strumentalizzare le disgrazie altrui per farne oggetto di gare indecenti.