Pochi giorni fa il Parlamento ha bocciato l’emendamento a firma leghista che prevedeva una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali. Tuttavia, un emendamento è una proposta di modifica alla legge di Bilancio pensata per inserire provvedimenti rimasti stati esclusi dalla versione originaria, o per correggere quelli già previsti nel testo. Quindi, il fatto che la proposta della Lega di inserire una nuova rottamazione nella legge di Bilancio non sia stata accolta non deve far perdere la speranza. Adesso si passa a una proposta di legge completa, con una sanatoria ad hoc per le cartelle esattoriali. Anche se la Commissione Bilancio ha bocciato l’emendamento sulla rottamazione quinquies, come anticipato, il Parlamento ha presentato una nuova proposta di legge sulla rottamazione delle cartelle esattoriali. Infatti, una proposta firmata da Alberto Luigi Gusmeroli e Massimo Bitonci è stata discussa.

Questa nuova rottamazione, sel la proposta di legge dovesse passareche, si rifà a quelle precedenti in termini di vantaggi come la riduzione degli interessi e delle sanzioni, presenterà però alcune differenze importanti rispetto alle versioni passate.

Rispetto alla rottamazione quater, questa nuova versione avrebbe introdotto alcuni vantaggi concreti. Come avrebbe dovuto funzionare la nuova rottamazione delle cartelle esattoriali? In primo luogo, si prevedeva un piano di pagamento con rateizzazione delle cartelle esattoriali mensile, più basse e dilazionate su un massimo di 10 anni, rispetto alle 18 rate trimestrali della rottamazione precedente. Inoltre, c’era la possibilità, per chi avesse perso il beneficio della rottamazione precedente (rottamazione quater), di poter aderire nuovamente a questa sanatoria. La nuova rottamazione avrebbe incluso anche i debiti affidati all’agente della riscossione fino al 31 dicembre 2023, mentre la precedente riguardava solo le cartelle emesse fino al 30 giugno 2022.

Un altro importante cambiamento riguardava la possibilità di “saltare” fino a 8 rate (anche non consecutive) senza incorrere nella decadenza della sanatoria, contrariamente a quanto avveniva con la rottamazione quater, dove il mancato pagamento di una sola rata comportava automaticamente la decadenza. Se così fosse, il sistema risulterebbe più flessibile e meno severo per i contribuenti.

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