Numerose le segnalazioni e le richieste di assistenza in merito a richieste di pagamento da parte della società Parkdepot per superamento dei limiti di tempo nei parcheggi.

Le richieste di pagamento, volendo sorvolare sul fatto Parkdepot non è un organismo abilitato ad elevare sanzioni del Codice Civile nè tantomeno del Codice della Strada (come ad esempio polizia municipale, Carabinieri, polizia Stradale, ecc..), sono del tutto irricevibili e mancanto di qualsiasi presupposto giuridico non avendo le richieste nessuna valenza giuridica.

La storiella dell’accettazione delle clausole contrattuali dovrebbe prevedere la firma su un consenso informato oltre che di un contratto con accettazione delle clausole ; non basta entrare in un parcheggio per acccettare  condizioni a dir poco capestro se non vessatorie peraltro esposte con cartellonistica insufficiente ed in posizioni per la quale gli automobilisti non possono fermarsi tutti a leggere condizioni visibili da distanza ravvicinata bloccando il traffico.

Inoltre :

Solo gli enti pubblici o i gestori di aree pubbliche possono emettere sanzioni amministrative (multe) basate sul codice della strada. Parkdepot non risulta essere nessuno di questi enti.

Infatti Parkdepot non applica sanzioni di legge ma richiede il pagamento di una penale contrattuale basata su un accordo presunto tra chi parcheggia e il proprietario dell’area (centro commerciale, ecc…). Secondo diverse associazioni dei consumatori (tra le quali la Sscrivente) e consulenze legali, queste richieste sono ritenute illegittime per una lunga serie di motivi tra le quali:

-mancata informazione di accettazione di un contratto unito ad una visibilità volutamente camuffata

-penale (no multa) vessatoria : valori richiesti alti che non trovano riscontro in nussuna norma giuridica, pertanto senza alcun valore.

-identificazione del conducente: le telecamere rilevano la targa (proprietario) ma la “penale contrattuale” colpisce chi ha guidato il veicolo. La società non ha il potere legale di obbligare il proprietario a fornire i dati del conducente.

Inoltre, secondo il parere di moltissimi legali, le lettere spedite per posta ordinaria non hanno alcun valore legale e non interrompono la prescrizione e quindi andrebbero ignorate.

In virtù della diffida che puntualmente Arco per conto dei propri iscritti ed assistiti (a mezzo pec e quindi con valore legale), dubitiamo seriamente che questa società possa intraprendere azioni di recupero coatto o giudiziali o affidare le richieste di pagamento ad ente di riscossione riconosciuto dalla Legge Italiana in quanto mancanti di ogni presupposto valido giuridico.

Se il centro commerciale o altro gestore vuole farsi pagare il parcheggio  allora mettesse una sbarra con esposizione delle tariffe orarie; prendendo il biglietto gli Utenti accettano le condizioni e pagheranno per il tempo che occuperanno il parcheggio con cifre che saranno comunque inferiori a quanto richiede (illegittimamente) Parkdepot e che non trovano nessun riscontro in alcun parametro di legge.

L’Amministrazione Arco Consumatori